Valter Pinna racconta la sua storia, le sue passioni e la nuova sfida nel deserto marocchino.
Ci sono passioni che nascono quasi per gioco e che, con il passare degli anni, diventano una vera e propria parte della vita. Per Valter Pinna, italiano di Iglesias, in provincia di Cagliari, è stato così: dalla speleologia alle prime strade sterrate della Sardegna, fino ai rally, ai roadbook e alle avventure nel deserto.
Nonostante una vita trascorsa anche lontano dalla Sardegna, soprattutto in Nord Africa, dove ha lavorato come sommozzatore professionista, Valter non ha mai perso il legame con la sua terra. Oggi, insieme ad Anne-Claire, compagna di vita e di lavoro, continua a vivere la sua grande passione attraverso Horizon Sardegna, organizzazione che si occupa di viaggi avventura e offroad.
Valter, come è iniziato tutto?
La mia passione per l’offroad è nata quasi per caso, grazie alla speleologia. Da ragazzino mi ero appassionato alle storie sulle grotte della Sardegna e a sedici anni entrai in un gruppo speleologico. Per raggiungere le grotte dovevamo percorrere strade di montagna tutt’altro che facili. Avevamo poche possibilità economiche e utilizzavamo le macchine che riuscivamo a farci prestare: Fiat 500, Renault 4, Renault 6 e altri mezzi. Quelle prime esplorazioni mi hanno fatto conoscere una Sardegna diversa e, soprattutto, mi hanno fatto innamorare del fuoristrada.
Quando è arrivato il mondo delle competizioni?
All’inizio degli anni Novanta ho conosciuto Guido Zocchi (uno dei fondatori del Rally di Sardegna e figura storica dell’organizzazione del mondo del rally raid), che mi ha dato la possibilità di entrare nel mondo delle gare. Da lì è iniziata la mia esperienza come tracciatore e autore di roadbook. Ho lavorato per il Rally di Sardegna, il Sardegna Rally Race e il Sardegna Legend. Ho seguito per molti anni anche il Rally dei Faraoni in Egitto, occupandomi delle verifiche e delle correzioni dei roadbook e realizzando personalmente quello dell’ultima edizione nel 2015. E poi due rally in Algeria.
E come sei arrivato al FenekRally in programma per settembre 2026?

Quasi per gioco! Con il francese Dominique Salignat, di cui sarò navigatore su un Polaris Razor RZR PRO XP, ci eravamo conosciuti nel 2021, quando aveva partecipato a un mio tour in SSV in Sardegna. Durante quel viaggio un suo amico ebbe un incidente e distrusse quasi completamente il suo mezzo. Io ero la guida e Anne-Claire si occupò personalmente del recupero, arrivando con il Land Rover e il rimorchio fin dentro le montagne. Quell’esperienza gli fece conoscere il nostro modo di lavorare e negli anni è rimasto in contatto con noi. Quest’anno è tornato in Sardegna con un gruppo di amici e, durante una cena, mi ha raccontato che avrebbe dovuto rinunciare al FenekRally perché il suo navigatore non poteva purtroppo partecipare. Gli ho parlato della mia esperienza con i roadbook e, quasi scherzando, gli ho detto: “Perché non lo facciamo insieme?”
È la tua prima volta in Marocco. Cosa ti aspetti?
È una novità assoluta. Non ho mai avuto un grande spirito agonistico, anche se ho fatto enduro per tanti anni. Non so ancora cosa mi aspetterà, ma parto con la voglia di divertirmi, vedere paesaggi nuovi, conoscere persone e imparare qualcosa. E, naturalmente, spero di non farmi male e di fare una bella figura! Sono anche curioso di utilizzare lo strumento “Stella”, che non ho mai provato.
Dopo tanti anni, preferisci ancora il roadbook tradizionale?
Sì. La tecnologia ha fatto passi enormi: siamo passati dalle carte topografiche dell’IGM ai primi GPS e oggi abbiamo strumenti estremamente precisi, mappe satellitari e programmi capaci persino di generare automaticamente un roadbook. Ma io continuo a preferire il metodo classico. Per il Fenek, infatti, ho scelto quello cartaceo e non il tablet.
Questa volta non sarai tu a guidare…
Esatto. E forse questa sarà la cosa più strana! In Sardegna guido io il mio mezzo. Al FenekRally sarò invece passeggero e navigatore. Paura non ne ho. In Egitto ho già avuto modo di viaggiare con piloti come Jacky Ickx. Quindi sono abbastanza allenato…
Qual è il tuo obiettivo per il FenekRally?
Vivere una bella esperienza. Dopo tanti anni passati a tracciare strade e guidare gli altri alla scoperta di nuovi territori, questa volta voglio provare qualcosa di diverso. Voglio divertirmi, imparare, conoscere persone nuove e godermi il Marocco.


